Quali sono gli interessi del Leopardi?

ciao ragazzi!

Alcuni di noi in questi giorni hanno girato ogni classe della scuola per distribuire dei sondaggi riguardanti gli interessi degli studenti. I risultati sono molto chiari e dicono che gli argomenti preferiti dai ragazzi sono il calcio, i gossip e la musica. Quindi inizieremo ad interessarci proprio di questi argomenti.  Inoltre, all’interno di questo blog troverete presto anche un romanzo a puntate.

Speriamo di essere il più coinvolgenti possibile per non deludere nessuno e parlare degli argomenti che più preferite .

Martina Ferrara

Morte Davide Astori

Domenica 4 Marzo il mondo del calcio si è fermato, colpito da una tragedia: il trentunenne capitano della Fiorentina, Davide Astori, è morto nella notte a causa di un arresto cardiaco.
Appena la notizia è stata divulgata, la Lega della Serie A ha deciso di sospendere tutte le partite in programma per la giornata di Domenica, in segno di rispetto per questo grave lutto. Nonostante la ovvia delusione dei tifosi, soprattutto degli ottantamila possessori del biglietto per l’attesissimo derby Milan-Inter, non si può non condividere questa decisione.
La notizia di questa morte improvvisa ha lasciato sconcerto, perchè non ci si può adattare all’idea che un uomo giovane e apparentemente in salute possa perdere la vita così da un momento all’altro. L’ipotesi più plausibile sulla causa della sua morte è che si sia trattato di un difetto genetico che ha portato a un malfunzionamento del cuore.
Sul web e sui social sono arrivate tantissime manifestazioni di affetto da parte di amici e tifosi verso Davide, che ha dimostrato di essere un campione non solo in campo, ma anche nella vita.

Federico Padovano

Giornate Fai di primavera

In occasione delle prossime giornate Fai di primavera che si svolgeranno il 24 e il 25 marzo siamo di nuovo in pista come apprendisti Ciceroni. Eccoci nel primo sopralluogo all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Festa di Natale 20 dicembre 2017

Come tradizione, il 20 dicembre 2017 ha avuto luogo lo spettacolo di Natale della scuola a cui ho assistito per la prima volta.
Nonostante l’intero spettacolo fosse incentrato quasi esclusivamente sul canto, sono stati tutti veramente molto bravi e cosa più importante han dato l’impressione di essersi divertiti.
Ad aprire lo spettacolo è stata Gaia Ferreri, voce incredibile e molto calda, che ha cantato “Come Togheter” dei Beatles e l’ha resa modernissima grazie all’accompagnamento di chitarra e batteria; hanno seguito una serie di duetti, assoli e canti di gruppo ed è stato molto bello vedere come tutti hanno messo impegno e dedizione a mettere su uno spettacolo che intrattenesse tutti, compresi i professori e bimbi più piccoli.
Un momento emozionante è stato riservato al finale dove i ragazzi della quinta linguistico, cantando le loro canzoni e facendo scorrere le loro foto di gruppo, hanno raccontato ogni anno scolastico vissuto insieme. Idea apprezzata da tutti dato che è stato un simbolo di quello che hanno vissuto e hanno voluto mostrarcelo.
Il clou è andato in scena con gli auguri finali fatti da tutto il corpo docente e alcuni membri della scuola.
La cosa che più mi ha colpito è stato il coraggio di chi è salito sul palco ed è riuscito a
sorridere nonostante le luci della ribalta puntati addosso e l’ansia data dall’emozione di essere lì.
C’è chi ha fatto errori a causa dell’agitazione ma ci ha fatto sorridere, chi ha spaccato e ha fatto alzare tutti in piedi e il prof Melocchi che come ogni anno ha aiutato tutti a fare del loro meglio.
Sono stata molto felice di vedere tanti di noi allo spettacolo anche se spero che col tempo ci possa essere una maggiore partecipazione degli studenti all’organizzazione della serata.
Invito tutti a partecipare o ad assistere allo spettacolo l’anno prossimo per dare
sostegno ai compagni e per divertirsi insieme perché è quello che rende unica la nostra scuola.
Una di II LL

Il nostro capitolo sulle leve.

Abbiamo selezionato il miglior lavoro prodotto all’interno della Seconda Scientifico Sportivo nell’ambito della classe 3.0. Risultano premiate Alexja Xhafa, Federica Cecchi e Pedrita Ferracini Mussi.

A loro vanno i complimenti della redazione del blog dell’istituto Leopardi.

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Open Day Università di Maastricht

Il giorno 22 novembre sono partito da Milano per Maastricht , una città di circa 100.000 abitanti nel sud dell’Olanda.
Appena arrivati, dopo un’ora di aereo e circa 50 minuti di treno, la prima impressione è stata subito positiva: una città molto internazionale, sia per la sua posizione geografica nel cuore dell’Europa in mezzo a Belgio e Germania, sia perché a Maastricht il 25% degli abitanti sono studenti provenienti da tutto il mondo.
La città è sufficientemente grande da avere tutto il necessario: nella via principale ci sono molti negozi di tutti i generi nonché locali e bar e nel weekend in particolare il centro città è molto “popolato”.
Ora arriviamo dunque al motivo del mio viaggio a Maastricht: l’università. L’università di Maastricht , come molti altri atenei olandesi, negli ultimi anni sta assumendo importanza anche nel panorama universitario europeo in quanto i piani di studi sono molto validi e interessanti.
A Maastricht l’università è in centro città ed è suddivisa in varie sedi a seconda delle facoltà. Io in particolare sono stato all’open day per la facoltà di International Business, un ramo dell’ economia più specificatamente rivolto ai mercati globali.
L’open day si è aperto con una conferenza nell’aula principale dell’università e una presentazione della facoltà; successivamente c’era la possibilità di parlare e di fare domande a studenti attuali.
Un aspetto che mi ha molto interessato e mi sta spingendo molto ad andare a Maastricht è il metodo di studio utilizzato , il cosiddetto PBL (problem-based learning) letteralmente l’apprendimento basato sui problemi. A differenza delle normali università , in cui si passa la maggior parte del tempo a prendere appunti durante le lezioni, a Maastricht si parte da un problema e dopo averlo analizzato e trovato, per quanto possibile, una soluzione, si passa al concetto “teorico” che ha permesso di risolvere la data situazione.
Questo metodo di studio, l’internazionalità e Maastricht in generale, secondo me sono tutti fattori positivi che mi stanno facendo impegnare al massimo durante la fase di ‘application’, sperando l’anno prossimo di essere là.

Gabriele Mariani V LG 4/12/17

Recensione de Il muro invisibile di Harry Bernstein di Rovida Francesca 2LL

Accade spesso, nella vita, di trovarsi di fronte a persone molte diverse tra loro e questo può portare alla creazione di un vero e proprio muro, se non si ha la capacità di comunicare con chi è considerato “differente”. La discriminazione, un tema ricorrente nella società, non è infatti altro che la paura della diversità, per questo trovo che Il muro invisibile di Harry Bernstein sia un libro che aiuta a sensibilizzare le persone a proposito delle differenze sia religiose che culturali.
L’autore nasce nei primi anni del novecento, in una piccola cittadina situata a nord dell’Inghilterra, nella quale tornerà e scriverà il suo primo libro, Il muro invisibile, che nel 2008 sarà finalista per il Premio Bancarella. Harry racconta, in questo romanzo autobiografico, che in una città dell’Inghilterra, agli inizi del secolo, c’era una strada divisa da un confine invisibile, ma invalicabile, tra cristiani ed ebrei che a causa delle loro differenze provano profondo disprezzo gli uni per gli altri.
Harry è un bambino molto dolce e amato da tutti, ha il sogno di entrare in una scuola privata, sogno che dovrà abbandonare presto dato che non viene accettato a causa del suo abbigliamento misero. Lily, sorella maggiore del protagonista, è studiosa e acuta, ma suo padre, alcolista e indifferente alla famiglia, la costringe a lavorare in sartoria. Lily è da sempre innamorata di Arthur, un ragazzo cristiano che ricambia i suoi sentimenti e che, come lei, vorrebbe vivere a pieno il loro amore.
Basterà la forza dei loro sentimenti a far cadere il muro?
Credo che Il muro invisibile rappresenti ciò che le persone creano a causa dei pregiudizi e dell’incapacità di comunicare, infatti non è un titolo perfetto per un libro che denuncia la discriminazione e I pregiudizi dell’epoca?
L’amore fra Lily e Arthur dimostra che ciò che è “diverso” non è male, ma che può invece completare le mancanze che ognuno ha ed è anche dimostrazione di coraggio, cosa che spero I lettori capiscano leggendo il finale.
Consiglio davvero la lettura di questo romanzo perché è narrato in modo spettacolare, dal punto di vista di un bambino che vive quell’esperienza e quei pregiudizi in prima persona.
Lasciatevi commuovere dalle vicende di un uomo comune con una storia speciale.